Lascio il Sud Africa e le persone meravigliose conosciute nelle quasi tre settimane passate a Cape Town e dintorni. Oltre a Ferial e Luci ho fatto la conoscenza di persone splendide e disponibili, che mi mancheranno.
All'aeroporto di Cape Town le mie amiche mi donano una collana fatta da loro con tanti bigliettini, ci sono scritte sopra delle frasi che riportano qualche cazzotta detta da me nei giorni passati che le ha fatte ridere, descrizioni di situazioni divertenti e messaggi di affetto. Commosso e felice di averle potute rivedere dopo tre anni.
Prendo il volo Etihad che mi porterà ad Abu Dhabi, ripongo davvero un sacco di aspettative nei comfort promessi dal sito di questa compagnia aerea. L'aereo è molto bello, hostess molto carine e una moltitudine di uomini arabi in veste bianca e donne con il tipico chador.
Una volta salito sull'aereo scopro con tristezza di avere il posto più sfigato in assoluto. Fila al centro, sedile al centro. Per il mio culone e le mie gambe lunghe non è proprio una bella sorpresa. Siedo di fianco a una ragazza grassottella e ad una signora sorridente che tiene in mano un foglio di preghiere per recitare i versi del Corano.
La lista di film offerta dalla compagnia è immensamente vasta, ci sono un sacco di film, tra i quali alcuni film usciti da poco nelle sale. Scelgo "127 Ore", riesco a vederlo in circa tre ore, inframmezzate da mille abbocchi. Gli dò tre stelle su cinque. Carino. Durante il volo ordino i miei soliti Bloody Mary e l'arrivo ad Abu Dhabi sembra più vicino.
Finalmente dal mio monitor riesco ad avere una veduta dell'imponente città del deserto coi suoi edifici futuristici che è oramai prossima all'arrivo.
Sono felice di poter sgranchire le gambe dopo più di dieci ore e ho davvero voglia di visitare la città nelle quasi dodici ore a disposizione in attesa del volo per Seoul. Ottengo il visto per gli Emirati Arabi senza troppi problemi, un paio di timbri in più sul passaporto per potermene bullare con gli amici al bar prima o poi, esco dall'aeroporto e vengo assalito dalle moltitudini di tassisti abusivi in cerca di un turista da spennare.
Purtroppo per loro (e per me) non riesco in alcun modo a far funzionare il bancomat per ritirare i dinar necessari al passaggio in città. Peccato.
La mia unica consolazione sta in un paio di sigarette fumate fuori dal terminal, qualche parola con gente del posto e la connessione ad internet wireless gratis all'interno dell'aeroporto. La batteria del mio portatile è quasi scarica ma riesco comunque a connettermi tramite il mio iPhone.
Non c'è verso di dormire, tutte le poltrone hanno quei cavolo di divisori che ti impediscono di sdraiarti, passo la notte a giocare a Street Fighter e Tiny Wings col cellulare e inizio un nuovo libro.
Sono le otto di mattina finalmente, posso dirigermi al gate 32 e imbarcarmi per il mio volo alla volta di Seoul.
I due inservienti dell'aeroporto se la ridono allegramente, annunciano che il volo Etihad per Seoul ospiterà solo ventuno passeggeri. Rido alla grande pure io.
Salgo sul velivolo e mi reco sullo stesso sedile che mi ha ospitato nella tratta Cape Town-Abu Dhabi, ma questa volta sdraiato per il lungo come un un emiro. Rido pensando all'unico pirla che ha pagato per viaggiare in business, io con nemmeno un quarto dei soldi spesi da lui sto viaggiando molto meglio. I cinquecento Euro meglio spesi della mia vita, forse.
Dopo aver revisionato mezzo migliaio di foto in RAW, guardo i nuovi episodi dei serial che sto seguendo dal mio portatile, mangio il pranzo alla coreana portatomi dalle hostess bevendo succo di pomodoro condito, faccio una partita a Final Fight e, sosto al cesso una buona mezz'ora in compagnia del mio libro, difficile pensare che gli altri venti sonnecchianti businessman coreani del mio volo vengano a bussare.
Dormo alla grande sdraiato sui quattro sedili a mia disposizione, al mio risveglio sono arrivato a Seoul.
Prendo la futuristica metro che collega i terminal e ritiro il mio zaino che esce sul nastro prima di tutti gli altri.
Con mia grande sorpresa il bancomat non funziona ancora,il collegamento per la città costa 10000won e mi domando se sia il caso di dormire in aeroporto e pensare ad una soluzione all'indomani.
Fortunatamente ricordo del regalo della mia amica Elisa prima della partenza, ho 1000yen nel portafogli, pronti ad essere convertiti in 15000 won, che mi permetteranno di salire sul' autobus che mi porterà nel quartiere di Mapo-gu, seduto su di una incredibile poltrona i pelle reclinabile guardando programmi locali sullo schermo lcd di notevole grandezza all'inizio del mezzo. Fosse per me rinuncerei all'ostello e dormirei direttamente sull'autobus.
Purtroppo una volta arrivato a Mapo-gu devo scendere e non ho idea di come arrivare alla guesthouse prenotata qualche sera prima, che si trova nella zona di Hongdae. Non mi interessa. Vedo un ristorante dove il menu fisso costa 6000Won (meno di 4 euro),ordino un piatto a caso e mi portano una zuppa piccante con carne di maiale bollita, kimchi a volontà, riso bianco e verdure.
Esco soddisfatto e sorridente, è l'una di notte e mi incammino alla ricerca di Hongdae, in qualche modo ci arriverò.
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